“Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia”, il progetto illustrato dal ricercatore Giuseppe Sommario

Lo scorso 29 maggio, in occasione del terzo tavolo di coordinamento sul “Turismo delle Radici”, promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del MAECI, il ricercatore Giuseppe Sommario ha illustrato il progetto di ricerca, condotto dall’Osservatorio permanente sulle Radici Italiane (ORI) dell’Associazione AsSud, intitolato “Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia”. Il progetto, sostenuto con convinzione dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, si propone come strumento utile per ricostruire l’identikit del viaggiatore delle radici, attraverso la somministrazione di un questionario anonimo, che permetta di indagare in profondità i risvolti antropologici ma anche economici che il fenomeno porta con sé.

Da anni attiva sul tema dell’emigrazione, della mobilità e delle ricadute che queste hanno sul territorio – valga per tutte l’esperienza del “Piccolo Festival delle Spartenze” – l’Associazione AsSud ha istituito l’Osservatorio, in modo da coordinare e dare maggiore impulso alle varie azioni che in questi anni l’Associazione ha promosso, sostenuto, diretto, in collaborazione con istituzioni, università, case editrici, scuole, attori territoriali e comunità locali.

L’Osservatorio, costituito da Giuseppe Sommario (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Delfina Licata (Fondazione Migrantes), Marina Gabrieli (Raiz Italiana) e Riccardo Giumelli (Università di Verona), sta lavorando da tempo al tema del turismo delle radici. In particolare, “Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia” è un progetto finalizzato a una pubblicazione, che raccoglierà gli esiti empirici e teorici del questionario messo a punto in 6 lingue e implementato da Domenico Angilletta. Il questionario sarà somministrato nei prossimi mesi a un campione esteso e stratificato di italiani e di italodiscendenti residenti nelle aree maggiormente interessate dall’emigrazione e dalla presenza italiana.

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Attraverso il questionario, i quattro ricercatori intendono portare avanti una riflessione organica e multidisciplinare sul fenomeno, far conoscere meglio i protagonisti – effettivi e potenziali – dei viaggi di ritorno e delle radici, porre il ritorno in relazione con la cultura italiana e degli altri Paesi, verificare quanto i valori italiani siano diffusi e radicati nel mondo, definire l’appartenenza, l’identità, le radici.

In questo modo sarà possibile cogliere la “sete d’Italia” che c’è nel mondo, il desiderio di sentirsi parte di un’unica storia, individuare mete dei luoghi d’origine e il tipo di esperienza turistica che si vuole fare, quale è stata già fatta e che tipo di costi si desidera sostenere.

La ricerca sarà inoltre accompagnata da approfondimenti qualitativi, interviste ad hoc e focus group. Fra l’altro, alla luce di quanto sta accadendo, un’indagine come questa che fotograferà il viaggiatore post-Covid, potrà orientare azioni e politiche future circa i viaggi, potrà fornire strumenti conoscitivi a istituzioni, agenzie di turismo, attori territoriali, in modo che possano pervenire ad una programmazione mirata di interventi di sviluppo socioculturale¸ anche perché proprio il turismo delle radici potrebbe assumere un ruolo ancora più importante nei viaggi del futuro.

La lettura trasversale del fenomeno ha come obiettivo quello di fornire un quadro teorico unitario di riferimento che permetta una corretta interpretazione del fenomeno, che si presenta complesso e variegato. «Del resto questo è solo il primo passo, al quale ne seguiranno altri (monitoraggio, analisi di alcune iniziative) tesi a descrivere in modo sempre più esaustivo il turismo delle radici in Italia e le sue enormi possibilità», ha spiegato Sommario.

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